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Soffocare i messaggeri … ridurre al silenzio il messaggio… o entrambi?

Roma, 18 aprile - Pubblichiamo il testo della Dichiarazione firmata dagli ex alti funzionari dell'UNCTAD contro la rimozione di alcuni suoi elementi chiave: la ricerca e il consiglio per le relazioni tra i paesi in via di sviluppo e l'economia internazionale. Anche Terra Nuova ha aderito alla dichiarazione internazionale di sostegno alla Conferenza delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo.

Dichiarazione degli ex alti funzionari dell’UNCTAD

Ginevra, 11 aprile 2011

"Dalla sua creazione quasi 50 anni or sono, e su incitamento dei paesi in via di sviluppo, la Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (UNCTAD) è sempre stata fonte d’irritazione per i sostenitori della teoria economica dominante. Le sue analisi dei problemi macro-economici globali hanno regolarmente offerto una prospettiva differente da quella della Banca Mondiale e del Fondo Monetario internazionale di predominio occidentale .

Eppure, oggi, si tenta di ridurre al silenzio questa voce. Ciò sarebbe comprensibile se le analisi dell’UNCTAD fossero sovrapponibili a quelle di altre organizzazioni, ma non è così! Qualche paese, quindi, sarebbe intenzionato a reprimere ogni possibile  disaccordo nei confronti dei sostenitori dell’ortodossia economica.

Nessuna organizzazione multilaterale può dirsi perfetta. Ma le analisi dell'UNCTAD e i suoi consigli rispetto alle evoluzioni planetarie resistono certamente alla comparazione con quelle di altre organizzazioni. Così come i suoi detrattori hanno già ammesso da tempo, la Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo ha saputo sempre anticipare i tempi segnalando, ad esempio, l’influenza crescente della finanza sull’economia reale. L’organizzazione, inoltre, ha previsto la crisi messicana del 1995. Ha anticipato la crisi asiatica del 1997. Ha regolarmente suonato l’allarme rispetto ai pericoli connessi all'eccessiva deregolazione dei mercati finanziari. Ha sottolineato i rischi che  apporterebbe una liberalizzazione troppo rapida e non reciproca degli scambi commerciali. Gli economicsti dell'UNCTAD non hanno mai subito la "psicologia del rifuto" che colpiva le altre organizzazioni

Perché il punto di vista dell'UNCTAD è dunque così impopolare? Il fatto che essa non abbia alcuna responsabilità per la gestione dell'economia mondiale e non abbia risorse proprie da distribuire conferisce una libera neutralità alle sue analisi. Nessuna organizzazione ha previsto la crisi attuale né possiede una bacchetta magica in grado di risolvere le difficioltà odierne, ma è perfettamente chiaro che le origini di questa crisi devono essere ricercate in quei paesi che stanno cercando di soffocare il dibattito sulle politiche economiche globali, a dispetto dei loro evidenti fallimenti in questo campo.

Grazie alla crisi, ora noi abbiamo una migliore comprensione delle inter- relazioni esistenti tra l'economia reale e il mondo della finanza. Queste spiegazioni sono oggi più vicine a ciò che l'UNCTAD va affermando da 30 anni a proposito dei pericoli di una globalizzazione troppo dominata dalla finanza. E' precisamente nell'analisi di queste relazioni che l'UNCTAD apporta un valore aggiunto alla comprensione dell'impatto del funzionamento dell'economia mondiale rispetto alla maggioranza della popolazione globale, quella che abitaproprio nei paesi in via di sviluppo.

Perché ora? L'UNCTAD è in procinto di riunirsi per la sua prossima conferenza quadriennale a Doha, nel Qatar, il prossimo 21 aprile. Le sue conferenze non hanno niente a vedere con le precedenti, costituiscono semplicemente l'occasione di mettersi d'accorso in merito al programma di lavoro del segretariato per i quattro anni a venire. Ma è esattamente questa la sfida.

A Ginevra, i paesi in via di sviluppo sono obbligati , ancora una volta, a resistere alla forte pressione esercitata dai paesi dell'Organizzazione di cooperazione e di sviluppo economico e a difendere l'organizzazione a cui sono legate in modo "ombelicale".

I paesi sviluppati si sono lanciati sull'opportunità di soffocare la capacità dell'UNCTAD di porre in essere riflessioni indipendenti. Non si tratta di fare economia o di eliminare presunti doppi lavori, come certi sostengono. Il suo budget per la ricerca resta minimo. Oggi più che mai occorre una diversità di opinioni in materia di politica economica in modo che il mondo possa trovare un'uscita sostenibile dalla crisi. No, piuttosto se non è possibile uccidere il messaggio, allora bisogna uccidere i messaggeri.

Noi siamo tutti ex funzionari dell'UNCTAD. Non abbiamo alcun interesse personale in questo affare, ma crediamo tutti fermamente nella necessità di salvaguardare una capacità indipendente di ricerca che contribuisce ad alimentare il dibattito intergovernativo sugli effetti dell'economia mondiale sui paesi in via di sviluppo.

In questo momento, che si discute il pluralismo, a buon diritto, nella scelta del presidente della banca mondiale, è ironico che i paesi de l'OCDE vogliano sopprimere la libertà d'espressioe di un'altra organizzazionale multilaterale.

Se manifestano contro tutto ciò coloro che sono fieri d'aver lavorato per l'UNCTAD, chi altri lo farà?"

Foto | Flickr