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C.S. Alcuni buoni propositi dai ‘grandi’ del G8 agricolo … Ma la voce dei contadini africani sarà effettivamente ascoltata?

  22 aprile 2009

COMUNICATO STAMPA

ALCUNI BUONI PROPOSITI DAI ‘GRANDI’ DEL G8 AGRICOLO …
MA LA VOCE DEI CONTADINI AFRICANI
SARA’ EFFETTIVAMENTE ASCOLTATA?


Il G8 Agricolo di Cison di Valmarino (Tv) si è concluso con una Dichiarazione in tredici punti che analizza il tema della crisi alimentare e dei suoi effetti sulla vita di milioni di persone nelle varie aree del mondo, e che definisce una serie di misure e proposte sulla sicurezza alimentare mondiale.

La Dichiarazione dei Ministri dell’Agricoltura dei Paesi G8 enuncia alcune priorità fortemente sentite dalle organizzazioni contadine, e segna una certa discontinuità linguistica rispetto agli altri vertici, utilizzando concetti e parole certo non usuali in sede di G8.

Con sorpresa nella Dichiarazione del G8 Agricolo il tema dell'agricoltura e della sicurezza alimentare sono stati posti al centro dell'agenda internazionale, è stato riconosciuto il ruolo centrale e di protagonismo che gli agricoltori devono svolgere nel settore agricolo, si è parlato di acceso alla terra e di politiche inclusive ed è stata riconosciuta la necessità di allargare alle rappresentanze delle organizzazioni agricole la partecipazione alle questioni politiche.

D’altro canto, la riunione dei Ministri sembra aver ascoltato solo in parte le esigenze presentate nella ‘Dichiarazione Comune’ delle cinque reti di organizzazioni contadine dell’Africa (EAFF, PROPAC, ROPPA, SACAU, UMAGRI*, di cui solo ROPPA rappresenta almeno 25 milioni di agricoltori), consegnata all’attenzione del Ministero delle Politiche Agricole, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero degli Affari Esteri  lo scorso 15 aprile  a Roma, con il supporto della campagna ‘ItaliaAfrica-Terre Contadine’.

Ecco alcune importanti contraddizioni:
•        L’impegno dichiarato per “sostenere gli effetti benefici della globalizzazione e dell’apertura dei mercati” e l’impegno  “per il raggiungimento di una conclusione equilibrata globale e ambiziosa del Doha Round” è in totale contraddizione con ciò che le organizzazioni contadine africane sostengono: “La povertà, la dipendenza e l’insicurezza alimentare, già molto gravi in Africa, potrebbero acuirsi attraverso una ulteriore liberalizzazione senza controllo e un’apertura considerevole delle proprie frontiere  e dei propri mercati agricoli e agroalimentari come stipulato dagli accordi dell’OMC”. I mercati locali e regionali africani, che sono ad oggi considerati gli unici mercati alimentari in espansione esponenziale da qui fino al 2030, devono essere costruiti e difesi.

•        La Dichiarazione del G8 Agricolo riconosce l’importanza “di aumentare gli investimenti pubblici e privati nell’agricoltura sostenibile”, ma non contiene indicazioni su come utilizzare questi fondi e definizioni dell’impegno concreto (economico e finanziario) che i Governi dei Paesi G8 metteranno in atto.  I Paesi G20 lo scorso 2 aprile hanno previsto ingenti somme per fronteggiare la crisi finanziaria. Le cinque reti, in nome dei piccoli produttori, che rappresentano la quasi totalità della produzione agricola africana, chiedono che la comunità internazionale “dia prova della stessa mobilitazione, dello stesso impegno e della stessa volontà nel coniugare gli sforzi per rilanciare la produzione agricola e per ridurre la povertà”.

•        Nel riconoscere l’importanza “di solide politiche agricole e strategie concrete per sostenere gli investimenti a livello nazionale, regionale e globale”, che devono essere sviluppate in maniera “inclusiva”, con il coinvolgimento delle organizzazioni degli agricoltori, la Dichiarazione del G8 sembra dare per scontato che le istituzioni esistenti, compreso  il CAADP in Africa, cui il documento accenna, già pratichino un coinvolgimento efficace degli attori sociali. Per essere reale e non di facciata è necessario invece che tale coinvolgimento sia istituzionalizzato, e le organizzazioni contadine ricevano il sostegno necessario per rafforzare la propria capacità di analisi e di proposta.

•        La ‘Dichiarazione Comune’ delle reti africane sul tema della Global Partnership afferma che “La governance dovrà essere concepita ed assicurata nell’ambito del sistema delle Nazioni Unite, in particolare delle istituzioni a vocazione agricola con sede a Roma, con una maggiore partecipazione delle organizzazioni professionali agricole.” Queste istituzioni devono svolgere un ruolo preponderante nel coordinamento e nella gestione delle risorse da mobilitare per la sicurezza alimentare e l’aumento della produzione in Africa.
La dichiarazione del G8 invece rimane ambigua su questo fronte, confermando l’appoggio al rilancio di un forum di dialogo politico sulle questioni di sicurezza alimentare, ma nello stesso tempo appoggiando la creazione di una Global Partnership dotata di una dimensione politica mondiale.

L’auspicio per il vertice G8 di luglio 2009 è che siano risolte queste ambiguità e che il riconoscimento dell’agricoltura familiare e del ruolo delle organizzazioni contadine sia portato avanti e si trasformi in impegni finanziari e politici concreti.  


* Le cinque Reti Regionali Africane di organizzazioni contadine: EAFF (Federazione delle Organizzazioni Contadine dell’Africa Orientale), PROPAC (Piattaforma Regionale delle Organizzazioni Contadine dell'Africa Centrale), ROPPA (Rete delle Organizzazioni Contadine e dei Produttori Agricoli dell’Africa Occidentale), SACAU (Confederazione dei Sindacati Agricoli dell’Africana del Sud) e UMAGRI (Unione Magrebina di Agricoltori)