Mali: le organizzazioni contadine scrivono una lettera aperta al Ministro dell'agricoltura per fermare il land grabbing

Roma, 1° giugno - Il 18 maggio la "Convergenza maliana contro l'accaparamento delle terre" - composta da CNOP, AOPP, CAD-Mali e UACDDDD (Union des associations et coordinations d'association pour la défense des droits des démunis et des déguerpis) - ha diffuso alla stampa una "lettera aperta" al ministro dell'agricoltura Moussa Léo Sidibé. Con forte partecipazione, il testo denuncia il land grabbing in Mali e la necessità di porvi al più presto rimedio.
In particolare, oggetto della missiva sono Modibo Keita, imprenditore di Bamako, e la società Sosumar a causa della concessione, nell'area di Sanamadougou, di 7.400 ettari di terreno che potrebbero, ben presto, diventare oltre 20.000 per la produzione del grano.
Il nuovo corso rischia di mettere in ginocchio i contadini dell'area e l'intero comparto agricolo che, da solo, produce il 40% del PIL. In atto, una violazione dei diritti umani che i piccoli produttori agricoli intendono fermare opponendo alle leggi del mercato l'evidenza dei fatti e delle parole. Si tratta di una dura battaglia in cui deve trovare spazio anche l'attuazione delle Direttive per la gestione responsabile della terra.
"Trovare un compromesso onorevole tra l'agro-business e l'agricoltura familiare potrà servire al Mali molto più che avvantaggiare il primo affamando i secondi e rendendoli, di fatto suoi schiavi" si legge nel documento. Quindi, dopo aver ricordato tutte le iniziative contro il land grabbing sviluppate dai membri della Convergenza, la lettera indica la decisione di porre in essere sforzi congiunti per venire in soccorso dei contadini colpiti dall'ingiustizia, con particolare riferimento a quelli coinvolti negli "affari" di Sanamadougou, Saou e Sansanding.
"I veri investitori sono i piccoli produttori maliani che investono nella terra da generazioni e non quelli che, oggi,vengono a rubarci la terra ricevuta in dono dai padri". Inoltre, il documento sottolinea in più punti quanto, le politiche a sostegno della concentrazione dei fondi rurali nelle mani di pochi, mettono in discussione il principio della sovranità alimentare e la stessa sopravvivenza dei contadini.
"Siamo disposti ad accettare la modernizzazione purché non si attui a detrimento della maggior parte della piccoli produttori che, da sempre, danno anima e corpo per nutrire il proprio Paese" ricordano i firmatari della missiva prima di cedere il passo a una giustificata polemica contro il punto di vista delle istituzioni. Secondo queste ultime, infatti,l'importanza cruciale di operatori economici come Modibo Keita, e di conseguenza il porsi di individui similari come soggetti "particolarmente meritevoli di sostegno e incoraggiamento", sarebbe giustificato dal loro ruolo nello sviluppo del mali.consentirebbero lo sviluppo del Mali.
"Questo dato - risponde la Convergenza - potrebbe dirsi vero se nel nome di questo sviluppo non fosse stato versato del sangue. Questo progetto avrebbe forse potuto avere un senso se non avesse condotto alcuni fra maliani e maliane alla dipedenza e all'umiliazione. E soprattutto, avrebbero potuto avere un senso se l'investitore in questione avesse rispettato le zone già attribuite o negoziate".
La "cosa pubblica" deve essere, ora, condotta verso un solo obiettivo: il rispetto del Mali, della sua integrità territoriale e del funzionamento regolare delle sue istituzioni. Dovrà dare prova di spirito d'iniziativa, di senso di responsabilità e di capacità d'ascolto verso i contadini, pietra miliare nella lotta alla fame.
E' necessario un'inversione di tendenza "pilotata" dal basso per uscire dalla situazione di aspra mendicità in cui versano i piccoli produttori agricoli.
E' possibile leggere il testo integrale della lettera qui
Foto | Flickr