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OGM: il Burkina Faso torna al cotone tradizionale

Roma, 13 maggio - In Burkina Faso, il cotone OGM non ha mantenuto le promesse. Grazie alla sua resistenza agli insetti, infatti, la pianta geneticamente modificata  avrebbe dovuto avere una resa superiore al 30% rispetto al cotone  tradizionale. Ma questa proiezione è stata disattesa.

Certamente, sottolineano alcuni, il clima non è stato favorevole alla coltura. Ma il fattore climatico non è, da solo, sufficientemente esaustivo. Le ragioni dell'insuccesso riguardano la natura stessa del cotone transgenico: è più sofisticato di quello tradizionale, con dei fiori più grossi, e non sopporta nessun lavoro - spiega Gèrald Estur, consulente specializzato. Inoltre, per la sua crescita richiede una precisa - ed elevata - dose di  concime. Ma la peggiore sorpresa per i produttori cotonieri è stata la riduzione in termini qualitattivi della fibra.

Le sementi vendute dalla Monsanto in Burkina sono state prodotte un pò troppo rapidamente. Consentono, questo è vero, di ottenre un cotone più bianco di quello color crema tipico dell'Africa occidentale, ma le fibre sono considerevolmente più corte. E la qualità del filato dipende intimamente dalla lunghezza della fibra.

Infine, il cotone burkinabè è tradizionalmente di gamma medio-alta come tutte le varietà di cotone dell'Africa occidentale. Invece, quello OGM è improvvisamente confluito entro il più basso rango pakistano. Tutto ciò ha chiaramente disorientato i produttori e i lavoratori lungo la filiera ma anche le attività commerciali, imponendo un abbassamento dei prezzi superiore al 10%  con conseguente grossa riduzione in termini di guadagno per le società cotoniere del Paese.

La prova ulteriore che il modello di produzione agricola industriale non fornisce alcuna concreta risposta, né economica, né ambientale ai problemi di oggi.

Source | RFI

Photo | Flickr