I dati contenuti nel documento sarebbero inequivocabili: con l'avvallo dei governi nazionali investitori e speculatori di ogni genere avrebbero sotratto ampie porzioni di terreno agricolo ai Paesi in via di sviluppo.
Comprendere la reale natura, l'estensione e la portata del fenomeno globale di corsa alla terra, ormai noto come land grabbing è estremamente difficile.
I ricercatori stimano che più di 200m ettari (circa 495m acri) di terra - approssimativamente 8 volte la superficie della Gran Bretagna - sarebbero stati acquistati o affittati nel decennio di riferimento.
La maggior parte dei "furti" sarebbero stati realizzati tra Africa, America latina e e Asia. I dati a disposizione sono stati pubblicati grazie al progetto Land Matrix, una rete internazionale cui fanno capo 5 tra i maggiori centri di ricerca europei e 40 gruppi di ricerca e organizzazioni della società civile provenienti da ogni parte del globo.
Per la prima volta, una lista esaustiva e comprensiva di accordi internazionali sulla terra è stata realizzata e resa pubblica. Nel database sono confluite diverse fonti: media reports, ricerche accademiche, investigazioni sul campo ecc. Tutto per portare quante più informazioni possibile su una questione in genere sottoposta al massimo riserbo.
Nel rapporto di accompagnamento al database, poi, in cui sono state analizzate 1,217 accordi agricoli per una superficie totale di 83.2m ettari di terra fertile.
Il rapporto fa riferimento anche alla crescita di un "nuovo-intra-regionalismo" caratterizzato dalle crescita degli investimenti lungo l'asse sud-sud. Inoltre, i ricercatori hanno trovato che oltre il 30% degli accordi agricoli documentati riguardino investitori provenienti dalla stessa regione dei paesi "target" .
Le compagnie dell'agrobusiness in espansione del Brasile e dell'Argentina sembrano preferire gli investimenti in altri paesi latino americani, mentre gli investitori sudafricani sembrano particolarmente interessati ai progetti nel vicino oriente e nei paesi dell'africa centrale e meridionale.
La maggior parte degli accordi analizzati, tuttavia, sono ubicati nel continete africano. Almeno 754 sarebbero gli accordi identificati in Africa per un totale di terreno interessato pari a una superficie di 56.3 m ettari - più o meno l'area del Kenya.
La competizione tra i grandi investitori e i piccoli produttori sembra ormai inevitabile. L'intero rapporto è scaricabile in inglese qui